Come è finita

La zucca che ho messo sulla porta di casa ha scatenato le risate dei vicini. Vabbè.
Ieri in serata sono uscita e ho notato diversi gruppetti di bambini/ragazzi vestiti per l’occasione: questo mi ha rincuorata un po’ e ho comprato alcuni dolcetti, per ogni evenienza.

(Ho pensato: “in questo cazzo di paese non riesco a trovare 1kg di farina di segale, ma almeno halloween lo conoscono!”)

Tornata a casa ho deciso di non accendere i lumini, perché la partecipazione nella strada era praticamente prossima allo zero.
Dopo cena il solito schianto sul divano, a sonnecchiare con la tv accesa e il gatto Mickey ronfante sottobraccio. Non ho quindi sentito il citofono quando, finalmente, tre 18enni hanno suonato e chiesto “dolcetto o scherzetto?“.
Il marito gli ha mollato i dolcetti ed è finita lì. Mi viene da ridere al pensiero di cosa avranno risposto i vicini alla citofonata :)

E terminiamo con una lieta notizia: oggi è nata Irene, sorella di Jacopo e Isabel. Benvenuta, Irene :)

3 Commenti a “Come è finita”

  1. marinella scrive:

    posso? posso? io non capisco questo attaccamento ad halloween. Non e’ una festa italiana, non e’ una festa che faccia parte della tradizione, non ancora, perche’ ostinarsi a volerlo festeggiare? Sai, l’altra sera passeggiavo con Eoin in una strada popolare di Dublino e c’erano falo’, fuochi d’artificio (che qui sarebbero illegali…) e gente in maschera. E lui mi raccontava dei falo’ di quando era bimbi, degli usi etc. Ed era bello sentire di halloween, perche’ c’era continuita’, seppure con differenze, tra quel lui raccontava e quel che intorno a noi succedeva. Mi fa un po’ specie invece il trapiantare di punto in bianco una festa laddove prima non c’era. Per carita’, tra dieci/venti anni qualcuno camminando per strada raccontera’ degli halloween della sua infanzia, ma oggi io non mi arrabbierei se la gente e’ indifferente. ecco, in modo confuso, quel che penso :)

  2. consy scrive:

    più che arrabbiata sono delusa, ma me lo dovevo aspettare. in fondo, in questo cavolo di paese dove abito, faccio fatica a trovare farina di segale e zenzero fresco :)
    a me pareva una occasione simpatica per socializzare, tutto qui. mi devo abituare al fatto che qui sono molto stagionali, d’estate c’è più vita, turismo e iniziative, d’inverno ci sono meno persone in giro e il posto diventa più paesano…

  3. Lorenzo scrive:

    Non riesco a capire come si possa concepire una festa che invade così gravemente la tranquillità di una persona. Ok per tutte le feste più o meno chiassose che cmq limitano in qualche modo la propria libertà, però sdoganare la scampanellata a mezzanotte mi sembra un pò troppo. Se fossimo un paese civile funzionerebbe l’equazione “zucca fuori alla porta=puoi rompermi i coglioni”, ma nella realtà Halloween diventa la festa di tutti i bambini maleducati e con genitori incivili che ti vengono a bussare a qualunque ora della notte solo per farsi due risate….e magari tu il giorno dopo devi andare a lavorare perchè le agenzie di stampa non fanno festa….
    Per me Halloween è come la schiuma da barba a Carnevale o i botti di capodanno che ti mandano all’ospedale. Senza poi contare il fatto che non mi piacciono le feste comandate….

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