Pizza alle 4 (o 5) P

3 marzo 2010

Questa ricetta l’ho promessa a Nadia-Precisina e Sandra-UnToccoDiZenzero, a tavola di fronte a un piatto di carbonara dell’Arcangelo… ha quindi valore di giuramento :)

Pizza pioppini, prosciutto e provola

Continua l’avventura con il lievito madre e, nell’ottica di mantenere i due (minimo) rinfreschi a settimana, quando la primavera incombe e la ciccia superflua deve essere smaltita, non si può sempre cucinare pane no? Allora ripieghiamo su altre preparazioni che compongono la nostra meravigliosa dieta mediterranea… pizza!
Il lievito si è così stabilizzato e ha un gusto così poco acido che, ormai, uso una parte del rinfresco direttamente per farci la pizza. Il segreto sta nel fare un rinfresco piuttosto molliccio.  Dopo averne messo via una parte, aggiungo il sale, l’olio, un pizzichino di zucchero e mescolo bene per farli assorbire. Poi unisco altra farina manitoba per portare a giusta consistenza e faccio lievitare per qualche ora.

Per il condimento, pulisco e lavo i pioppini. Li salto in padella con uno spicchio d’aglio, peperoncino, olio e sale. Faccio cuocere coperti, aggiungendo verso la fine del prezzemolo tritato.

Stendo l’impasto della pizza in una teglia unta d’olio. Dispongo delle fette di prosciutto cotto a coprire tutta la pizza, poi i pioppini, infine la provola tagliata sottile.

Cuocio in forno ben caldo, alla massima temperatura e con ventilazione inserita, per circa 20 minuti (dipende dallo spessore della pizza: io non la faccio molto sottile).

Ed ecco che con la pizza alle 4 o 5 P (prosciutto cotto, pioppini, prezzemolo, eventuale peperoncino, provola) ho ricominciato a scrivere sul blog, come da più parti mi veniva richiesto :)
Spero soltanto di essere costante, ché non ho ancora vinto al Superenalotto e mi tocca sempre lavorare :)

Lingue di gatto

30 novembre 2009

Contest burro Fattorie Fiandino
Con questa ricetta partecipo al Contest delle Fattorie Fiandino, sezione dolci, con un po’ di fiatone visto che domani oggi è il termine ultimo per postare le ricette. Si avverte l’affanno? PANT PANT!
Lingue di gatto / 1
Le lingue di gatto sono una ricetta davvero semplice ma che mi ha intimorita per molto tempo. In particolare tutti i dolci che prevedevano il burro mescolato a crema… poi ho scoperto che basta avere del burro buono e un robot con le fruste, e il gioco è fatto :)

Le dosi auree, che so a memoria come poche altre ricette, sono:
- 100g di burro
- 100g di zucchero
- 50g di albume d’uovo
- 125g di farina

Normalmente faccio le lingue di gatto quando ho in avanzo qualche albume, per esempio dopo una crostata. Misuro il peso degli albumi e regolo di conseguenza le altre dosi.

Il procedimento è così semplice che mi vergogno quasi a postare la ricetta… non so se l’amica Sandra vorrà prendere in considerazione questa ricetta, ma io comunque la volevo postare perché mi rendo conto di non averne mai parlato.

Innanzitutto si tira fuori dal frigo con un certo anticipo il burro… se -come succede a me il 99% delle volte- non vi ricordate questo piiiiccolo accorgimento, può venire in aiuto San Microonde che, in pochissimi minuti alla potenza minuma, ve lo tramuta in pomata.
Con Santa Spatola Siliconata riuscirete a depositare il burro nel contenitore di San Robot senza lasciarne il 20% in giro. Aggiungete lo zucchero e fare sbattere per qualche minuto alla massima potenza.
Aggiungete le chiare e, sempre alla massima potenza, fate sbattere per qualche minuto.
Adesso viene il difficile: fermate San Robot, buttate dentro tutta la farina, azionate San Robot per pochi secondi alla minima potenza, il tempo di incorporare la farina. FI-NI-TO!
Santa Spatola Siliconata vi aiuterà a trasferire il composto burroso dentro Santa Siringa Per Dolci, con la quale formerete dei cilindretti cicciotti su delle teglie imburrate. Tenete i cilindretti un po’ distanziati,  perché con il calore l’impasto diventerà liquido e si allargherà parecchio. Cuocete i cilindretti a 220 gradi (elettrico, ventilato) per pochi minuti, circa 5-6, o finché non saranno dorati sul contorno.
Tenete conto che le lingue di gatto, appena uscite dal forno, sono ancora morbidissime ed estremamente fragili: aspettate il completo raffreddamento prima di staccarle dalla teglia.
Lingue di gatto / 2
Le mie sono venute molto buone e abbastanza regolari. Le porterò domattina stamattina in ufficio per la gioia dei colleghi :)

Fagottini di crepes integrali ai porri

6 novembre 2009

Contest burro Fattorie Fiandino
Con questo post partecipo al contest burroso dell’amica Sandra, aka Un tocco di Zenzero.
Trovo questa iniziativa delle fattorie Fiandino molto simpatica. Il burro è un elemento fondamentale, la sua qualità e bontà possono sensibilmente cambiare il risultato di un intero piatto.
Crepes ai porri / 3
Ho pensato e ripensato una ricetta che potesse andare bene per il contest, che avesse ingredienti di stagione, equilibrata, sana e anche simpatica da vedere. Allora mi sono venuti in mente i fagottini di crepes, che racchiudono golosi ripieni tutti da scoprire :)

Per le crepes
Ho sbattuto le uova con un pizzico di sale, ho aggiunto la farina (metà integrale e metà 00), poi ho stemperato con il latte e ottenuto una pastella liscia. Ho cotto le crepes in una padella unta con del burro fuso e le ho messe da parte.

Il ripieno
Ho mondato, tagliato a rondelle e lavato bene i porri, tenendo da parte alcune delle foglie esterne, intere, per legarci i fagottini.
Ho cotto al microonde delle patate a tocchetti (si possono anche lessare, io trovo più veloce la cottura in microonde con le patate già tagliate a pezzetti, senza contare che si sporcano meno pentole ;-) ).
Ho rosolato nel burro dei piccoli dadini di speck, poi ho unito i porri a rondelle, ho salato e fatto cuocere, a tegame coperto, mescolando ogni tanto. Quando sono diventati teneri, ho aggiunto le patate, schiacciate a parte con la forchetta, ho regolato di sale e aggiunto una abbondante macinata di pepe nero.

Assemblaggio finale
Ho preparato con burro, farina e latte una besciamella piuttosto liquida.
Ho scottato (sempre nel microonde) le foglie rimaste dei porri, tagliandole a strisce per il lungo.
Ho farcito ogni crepes con una abbondante cucchiaiata di ripieno, le ho chiuse a fagottino legandole con le strisce di porro.
Ho disposto i fagottini in una pirofila rettangolare, li ho velati con la besciamella, ho spolverato sopra del buon parmiggiano grattugiato e ho passato in forno caldo per qualche minuto, a far fare una simpatica doratura.
Crepes ai porri / 1
A noi sono piaciute molto. Probabilmente la prossima volta metterò un po’ di grana anche nel ripieno, ma non troppo per non oscurare i porri.
E chissà, qualche nuovo abbinamento per il ripieno potrebbe essere già nell’elenco delle ricette da provare presto :)

Pane alla zucca

30 ottobre 2009

Zucche / 6
Sulla scia del mantra “e mo con questa zucca che ci faccio?” ecco il pane alla zucca.
Pane alla zucca / 2
Il procedimento è molto semplice. Parliamo sempre di pane con il lievito madre, perché ormai il trip è quello e non si torna indietro!
Le dosi, anche stavolta, sono purtroppo ad occhio e questo significa che il pane potrà venire più o meno arancione, più o meno soffice, più o meno dotato di crosta. E non è meraviglioso?! Ogni volta un pane diverso, non ci si annoia mai!
Ho preso circa mezzo spicchio di zucca, proprio quella della foto in alto, l’ho pulito dei semi e della buccia, tagliato a pezzi piccoli e fatto cuocere al microonde per qualche minuto, finché non era cotta. Si può cuocere al vapore o lessarla, il risultato è lo stesso. Io adoro il microonde per queste cotture, trovo che sia più veloce.
Ho spappolato la polpa con uno schiacciapatate e l’ho unita al lievito madre (circa 150g), mezzo bicchiere di acqua, un cucchiaino di malto di riso (ho finito quello d’orzo e ho voluto provare a cambiare), due cucchiaini scarsi di sale (più di quello che uso per un pane normale, per contrastare il dolce della zucca).
Ho mescolato bene il tutto e ho iniziato a unire della farina 0. Qui sono poco precisa, ma il fatto è che questo tipo di impasto sembra sempre umido per cui, dopo un po’ che si aggiunge farina, è meglio buttarlo nella ciotola unta d’olio senza cercare a tutti i costi di non farlo più attaccare alla tavola. Vengono in aiuto le spatole trapezoidali, senza le quali ci si impiastrerebbe molto di più le mani (io odio avere le mani impiastrate di impasto appiccicoso).
Ho lasciato lievitare tutta la notte e poi ho rovesciato l’impasto sulla tavola, manipolandolo un poco per dargli la forma di salsicciotto, l’ho rotolato in abbondante farina e ho messo a lievitare sulla carta forno. Attorno al salsicciotto ho messo degli stampi monoporzione di alluminio, rovesciati, per limitare l’allargarsi alla base dell’impasto.
Quando la lievitazione mi è sembrata sufficiente (altre 4 ore circa), ho acceso il forno al massimo della temperatura, con la ventilazione inserita, e l’ho fatto scaldare per bene. Poi ho messo il pane, ho versato sulla leccarda del forno un mezzo litro di acqua e ho chiuso il forno. La prima cottura è stata di circa 25 minuti. Trascorso questo tempo ho aperto il forno, facendo uscire l’umidità residua, ho tolto il pane dalla teglia e l’ho messo direttamente sulla griglia centrale, ho abbassato la temperatura a 200 gradi senza ventilazione e ho fatto cuocere ancora 25 minuti.
Il risultato è un pane soffice, con una bella crosta spessa e croccante, mollica morbida ma non bagnata. Uno dei miei migliori risultati!

HAPPY HALLOWEEN!

Persico alla cacciatora

24 ottobre 2009

Persico alla cacciatora
Ricetta della mia amica Marina, mangiata più volte nel suo ristorante. Purtroppo il ristorante è stato ceduto e ho dovuto imparare a farla in casa.

In una larga padella versare dell’olio evo e rosolarvi degli spicchi d’aglio interi e spellati, assieme a degli aghi di rosmarino freschi.
Quando l’aglio è biondo ma non troppo, versare del vino bianco, una manciata di olive nere, alzare il fuoco e aspettare il bollore dell’intingolo.
Aggiungere i filetti di persico, salare e lasciare cuocere i filetti, girandoli delicatamente una sola volta.

Più zucca per tutti

21 ottobre 2009

Zucche / 5
Quest’anno dall’orto della vicina ho ricevuto in dono ben due zucche.
Quella della foto pesa 8kg e qualcosa, ed è la seconda ricevuta. La prima zucca pesava poco meno di 10kg.

Con la prima zucca sono state fatte due torte alla crema di zucca, abbondante zucca in agrodolce (la ricetta si trova qui), risotto con la zucca e un morbido e profumato pane con la zucca (devo rifarlo e segnarmi le dosi).

Sto meditando cosa fare con questa seconda zucca. Mi piacerebbe provare una mostarda di zucca, da mangiare coi formaggi. Poi un qualche sformato di zucca, magari monoporzione. Oppure una lasagna con la zucca.
Vedremo cosa ne verrà fuori :)

Precedenti ricette con la zucca e i suoi fiori:
- Calamarata zucca e salsiccia
- Torta alla crema di zucca
- Fiori di zucca ripieni

Tortelloni di melanzane

18 ottobre 2009

Tortelloni alle melanzane / 5
Gli anni passati [*] avevo scovato un sacco di modi per far fuori il surplus di melanzane dell’orto, ma mi rendo conto di non averli ancora postati tutti. Iniziamo da questi tortelloni che mi hanno fatto ricordare il meraviglioso corso con le Sorelle Simili, eterne guru della pasta fatta in casa.

Ripieno
Ho dadolato le melanzane, con tutta la buccia, e senza nemmeno metterle a perdere acqua le ho buttate nel wok dove sfrigolava allegramente uno spicchio d’aglio e qualche cucchiaio d’olio evo. Ho salato e fatto cuocere coperto, aggiungendo poca acqua verso la fine per non farle attaccare.
Una volta cotte le ho schiacciate ben bene e vi ho aggiunto abbondante basilico fresco tagliuzzato a coltello, pepe e qualche cucchiaio di rodez grattugiato [**].

La sfoglia
Con 3 uova, un pizzico di sale, 300g circa di farina ho preparato la sfoglia e l’ho fatta riposare sotto un piatto fondo, per una mezz’ora.
L’ho poi stesa alla penultima tacca della Imperia, ritagliando dei bei quadrati di lato pari alla larghezza massima tirabile con la Imperia (15-20cm).
Ho messo il ripieno al centro dei quadrati e ho chiuso a tortello. Valeria e Margherita sarebbero molto fiere di come mi ricordo ancora la chiusura :)

Cottura e presentazione
Ho cotto i tortelloni in abbondante acqua salata, dove per precauzione avevo versato anche un cucchiaio d’olio (dicono serva per non far attaccare i tortelli). Portati a cottura, ho scolato i tortelli in una pirofila ovale e li ho conditi con olio, una bella spolverata di scaglie di rodez e altro basilico a julienne.

Tortelloni alle melanzane / 2

[*] Dall’archivio:
- Pasta con melanzane e pomodori secchi
- La gricia alle melanzane
- Brioche salata alle melanzane
- Insalata di melanzane e ceci in chermoula
- Parmiggiana di melanzane

[**] Il rodez è un meraviglioso formaggio pugliese, di consistenza e sapore molto simili al parmiggiano, per il quale ormai ho una pericolosissima dipendenza. Per fortuna la vicina pugliese ogni tanto me ne regala un po’.  Per saperne di più:
- FaroMagio.it (Cliccare su schede formaggi e poi su rodez)

World Bread Day 2009: Yes, We Bake!

16 ottobre 2009

Il Pane Perfetto / 2
Quest’anno per il World Bread Day non posterò una ricetta.
Quest’anno festeggio il primo compleanno della mia piccina, la pasta madre!

Qualche numero sulla meraviglia che ho avviato l’anno scorso e di cui ho parlato proprio in occasione del World Bread Day 2008:
- almeno due rinfreschi a settimana
- una decina di farine diverse (0 e 00, integrali e non, grano duro, segale, orzo, farro, manitoba, kamut fino ad arrivare alla curiosissima quinoa)
- diverse amiche che hanno ricevuto la pasta madre e hanno iniziato a panificare a loro volta
- tantissime preparazioni dolci e salate, che non ho ancora finito di pubblicare su questo blog [*]
- trucchi e trucchetti per riuscire a superare il periodo delle ferie :)

Non ricordo più l’ultima volta che ho comprato il pane in un negozio. Sono riuscita a resistere anche questa estate, con il caldo torrido: mettevo l’impasto in frigo per rallentare la lievitazione, facevo le forme come ultima cosa prima di andare a dormire e infornavo all’alba.

Ogni volta il pane è risultato diverso dal precedente, anche quando gli ingredienti erano gli stessi. Con il tempo la pasta madre si è stabilizzata, permettendo di produrre il pane con sempre maggiore certezza sui tempi di lievitazione e sui risultati.

La pizza è stata una bellissima scoperta, come pure le frittelle. La pizza fatta con il lievito madre, se avanza, si scalda nel microonde molto meglio di quella preparata con lievito di birra.
Ho riadattato la ricetta dei Kanel Bullar, che adoro, per usare la pasta madre e il risultato è stato sorprendente. Anche questa è una ricetta che dovrò pubblicare prossimamente, promesso.
Recentemente ho sfornato anche un profumatissimo e colorato pane alla zucca, ma con dosi drammaticamente a occhio: ripeterò la preparazione con un minimo di appunti e foto :)

L’aver distribuito il lievito madre tra le amiche ha permesso un salvataggio quando, per sbaglio, l’ho usato tutto per impastare il pane, rendendomi conto dell’orribile dimenticanza a pane ormai cotto.
Il mescolamento dei lieviti madre ha portato sicuramente a un arricchimento in termini di varietà di spore.
Durante il periodo estivo lo scrupoloso piano di backup dei lieviti ha permesso a me e a tutte le mie amiche di andare in vacanza tranquille. C’è chi per ulteriore sicurezza ne ha perfino congelato un pezzo, o chi ne ha portato un vasetto in vacanza in Calabria :)

Insomma, il lievito madre è ormai una realtà consolidata e fare il pane con esso è una pratica che non riesco più ad abbandonare.
Non avanza nulla: innanzitutto perché dura svariati giorni, poi perché un eventuale avanzo si presta bene per pangrattato, panature particolari, polpette e polpettoni. E se non basta, le galline di mammà sono sempre pronte a sacrificarsi :)

[*] Queste sono le ultime di quest’anno:
- Strudel al prosciutto e pomodori secchi
- Frittelle di pasta madre ai porri

Come sempre un ringraziamento particolare va a Zorra (Kochtopf), per il certosino lavoro di organizzazione tra inviti, raccolta delle ricette e Roundup finale. Grazie, Zorra!

Funziona?

9 ottobre 2009

Come è che si dice?
Il ciabattino va in giro con le scarpe rotte? Ebbene sì! Il mio blog non è aggiornato e nemmeno funzionante.

Che vergogna signora mia!
Deve essere successo qualcosa recentemente, perché ho perso molte delle mie visite quotidiane e anche l’ultimo post che avevo scritto è andato.

Pazienza, si riscriverà! Era qualcosa riguardante l’orto autunnale… di cui per fortuna ho aggiornamenti succosissimi.

Stranamente il qualcosa è avvenuto insieme all’aggiornamento della versione di wordpress. Ho appena eseguito  di nuovo l’aggiornamento, ora scrivo questo post e poi… vediamo un po’ che succede!

Per il resto, come va? Mah… sono così incasinata che, tanto per raccontare qualche aggiornamento gattesco, Penelope ha fatto in tempo a strapparsi da sola l’unghia lunghissima che le stava crescendo mostruosamente sulla zampina sinistra… perché ad aspettare noi umani… SOB! :-(

Riproduzione delle fragole

3 agosto 2009

Oddio, eccola che ricomincia con ’ste fragole… qualcuno chiami gli omini dal camice bianco :)

La coltivazione di fragole sul balcone ha prodotto più dello scorso anno. Non perché io abbia drogato le piantine, ma solo perché sono aumentate di numero. E aumenteranno ancora, adesso che i miei progressi nella moltiplicazione delle fragole hanno preso svolte interessanti.

Riproduzione delle fragole / 1

Da anni metto in pratica l’interramento degli stoloni, che le piante di fragole producono appena hanno finito di fruttificare. Per vari motivi non è sempre possibile questo semplice passo: per esempio i vasi potrebbero non avere spazio attorno per mettere altri vasetti di terra, oppure potrebbero non esserci abbastanza vasetti a disposizione in un dato momento. Fatto sta che ho iniziato a fare esperimenti. Il risultato l’ho potuto verificare stasera, quando ho visto le nuove piantine tutte belle pimpanti.

Riproduzione delle fragole / 2

Si lasciano produrre gli stoloni alle piante, e quando questi hanno almeno due foglie grandi e un accenno di terza foglia, si tagliano dalla pianta principale e si mettono ammollo in un recipiente con acqua. Dopo qualche giorno gli stoloni inizieranno a mettere le prime radichette. Alcuni saranno più lenti di altri, basterà lasciarli in ammollo ancora qualche giorno.

Riproduzione delle fragole / 3

Non appena le radichette saranno formate, si può interrare ogni stolone in un vasetto con terriccio che andrà mantenuto sempre ben umido per la prima settimana. Il trapianto potrà dirsi concluso con successo se si noterà una nuova foglia entro 15 giorni dal trapianto.

Riproduzione delle fragole / 4

Ho perso il conto di quante piantine sono riuscita a riprodurre questa estate: indicativamente non meno di 50 esemplari. Sono quasi tentata di cambiare mestiere… :)