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Recensione libro / 1: Un osso in gola

venerdì, 10 ottobre 2008

Inizio una serie di post sulle mie letture. Passione di vecchia data, recentemente aiutata dall’uso del meraviglioso sito aNobii.com. Grazie a questo sito ho scongiurato vari rischi: di ricomprare gli stessi libri; di perderli dopo averli prestati senza segnare a chi; di non essere aggiornata sulle letture degli amici. Inoltre ho un posto unico dove segnare la wish list, dove registrare cosa ho letto e quando, eventualmente anche per vendere/regalare libri non proprio piaciuti.

Immagine di Un osso in golaDi Bourdain ho letto quasi tutto: ma mentre Kitchen confidential mi era piaciuto, già Il viaggio di un cuoco viaggiava su un livello più basso. Non ho comprato Avventure agrodolci grazie alle recensioni non proprio carine lette su aNobii.
Poi è uscito Un osso in gola. Un noir. Farcito da descrizioni di vita in cucina. Mi sono detta: proviamo…

… ho capito una cosa: Bourdain deve tornare a fare il cuoco e basta. In my very humble opinion, obviously :)

Non mi decido

martedì, 28 agosto 2007

Il libro è rimasto lì, sul comodino. Non mi decido a metterlo a posto nella libreria.
Il marito direbbe perché sono disordinata, ovvio.
Ma se lo metto via, rendo definitivo il fatto che la saga di Harry Potter è finita.
Di questo ancora non riesco a rassegnarmi.
Vabbè.
Intanto ho finito anche il libro della Profe. Bellissimo.
Credo che mi butterò su un nuovo Zafon, che il marito e la sorella hanno già divorato.

HP7

mercoledì, 18 luglio 2007

In rete è tutto un brulicare di supposizioni, spoiler, commenti.
Non ce l’ho fatta: sono andata a leggere il presunto epilogo.
Sospiro e groppo in gola.
Spero che bartolini consegni il libro sabato mattina…

Amo questa donna

lunedì, 25 giugno 2007

No, se bisogna ammirare la Giapponese (e bisogna farlo) è perché non si suicida. La cospirazione contro il suo ideale comincia in tenerissima età. Le ingessano il cervello: “Se a venticinque anni non sei ancora sposata, hai di che vergognarti”, “se ridi, non sei fine”, “se il tuo viso esprime un sentimento, sei volgare”, “se menzioni l’esistenza di un pelo sul tuo corpo, sei immonda”, “se un ragazzo ti bacia sulla guancia in pubblico, sei una puttana”, “se mangi con piacere, sei una scrofa”, “se provi piacere a dormire, sei una vacca”. Precetti del genere sarebbero ridicoli se non ti si conficcassero dentro.
Perché, in fin dei conti, ciò che si trasmette alla Giapponese attraverso questi dogmi insensati è che non bisogna sperare in niente di bello. Non sperare di godere, perché il piacere ti annienterà. Non sperare di innamorarti, perché non vali abbastanza: quelli che ti ameranno lo faranno per i tuoi miraggi, mai per la tua verità. Non sperare che la vita ti porti qualcosa, perché ogni anno che passa ti leverà qualcosa. Non sperare in una cosa semplice come la tranquillità, perché non hai nessuna ragione per startene in pace.
Spera di lavorare. Visto il tuo sesso avrai poche possibilità di arrivare in alto, ma spera di servire la tua azienda. Lavorare ti farà guadagnare dei soldi dai quali non trarrai nessuna gioia, ma da cui potrai eventualmente trarre dei vantaggi, per esempio in caso di matrimonio – perché non sarai tanto stupida da supporre che qualcuno possa volerti per il tuo valore intrinseco.
A parte questo, puoi sperare di vivere a lungo, cosa che in sé non ha nulla di interessante, e di non conoscere il disonore, cosa che invece ha un fine in sé. Qui si ferma la lista delle tue speranze lecite.
E comincia la serie interminabile dei tuoi doveri sterili. Dovrai essere irreprensibile, per la semplice ragione che non si può fare altro. Essere irreprensibile ti porterà solo a essere irreprensibile, non sarà motivo di orgoglio e tanto meno di voluttà.
Non è possibile enumerare tutti i tuoi doveri, perché non esiste attimo della tua vita che non sia dominato da uno di essi. Anche quando sarai chiusa in bagno per dare umile sollievo alla vescica, avrai il dovere di vegliare perché nessuno possa sentire il canto del tuo ruscello: dovrai quindi tirare la catena in continuazione.

[Amélie Nothomb, Stupore e tremori]

Il mio percorso di lettura sta seguendo un filo più o meno logico, non so ancora dove porterà. Prima ho letto Harry Potter 6 in inglese, e devo dire che la lettura è diventata sempre più facile via via che procedevo nella storia. Poi per rimanere con l’inglese allenato fino al 21 luglio (nemmeno lo devo dire cosa succede il 21 luglio, vero?), ho iniziato un libro sulla cucina giapponese, scritto in inglese. Bello, ma avevo bisogno di una lettura più leggera da affiancargli. Così mi sono buttata su una serie di libri della Nothomb che non avevo ancora letto e avevo già in casa. Da qui la citazione appena riportata sulle donne giapponesi.

Per finire, pubblicità progresso! Il 30 giugno e 1 luglio ad Anguillara Sabazia (RM) si svolgerà la sagra del pesce (di lago). Qui è possibile scaricare il programma di tutte le attività del Summer Festival 2007. La sagra si conclude con lo spettacolo pirotecnico di domenica sera: i fuochi sul lago sono uno dei motivi per cui mi sono trasferita qui, sapevatelo.
La scrivente preannuncia una abbuffata di lattarini fritti; e per rimanere in tema Giap, sabato sera ci sarà una sessione di sushi casalingo con la mia amica Pat. Seguiranno foto.

Per questo

martedì, 12 giugno 2007

Harry looked around: there was Ginny running towards him; she had a hard, blazing look in her face as she threw her arms around him. And without thinking, without planning it, without worrying about the fact that fifty people were watching, Harry kissed her.

Questo è il motivo per cui ho riletto HP6 in inglese. Per gustarmi questa frase. E non sono rimasta delusa :)

Addicted too

mercoledì, 6 giugno 2007

È stato un attimo.
Mai più senza.
Di che parlo?
Ma della mia libreria su Anobii, ovvio!

L’ombra del vento

giovedì, 3 maggio 2007

A Barcellona una mattina d’estate del 1945 il proprietario di un negozio di libri usati conduce il figlio undicenne, Daniel, al Cimitero dei Libri Dimenticati, un luogo segreto dove vengono sottratti all’oblio migliaia di volumi di cui il tempo ha cancellato il ricordo. E qui Daniel entra in possesso di un libro “maledetto” che cambierà il corso della sua vita, introducendolo in un mondo di misteri e intrighi legato alla figura di Julián Carax, l’autore di quel volume.
[...]
Uscito in sordina in Spagna nel 2001, L’Ombra del vento è divenuto, grazie al solo tam-tam dei lettori, un caso editoriale premiato da un incredibile successo di critica e pubblico in tutto il mondo.

Per quanto mi riguarda, ne ho già regalate diverse copie ad amici entusiasti. Oggi ne regalerò un’altra, e ne approfitto per pubblicizzarlo qui. L’autore, Carlos Ruiz Zafón, è stato capace di tenermi incollata alle pagine fino a notte fonda.