Archivio di settembre 2008

Pasta e fagioli

domenica, 28 settembre 2008

Pasta e fagioli
La novità degli ultimi mesi è che la dotazione di pentole e accessori si è arricchita di una bellissima pentola a pressione, dono di mio fratello per Natale. Appena ricevuta ho letto tuto il manuale, poi l’ho messa via e dimenticata per circa 2 mesi :)
Uno dei primi utilizzi di questa meraviglia è stato appunto con i legumi. La cottura diventa effettivamente più veloce.

Ammollare per circa 12 ore i fagioli assieme a un pezzetto di alga kombu. Trascorso questo tempo scolarli e cuocerli in nuova acqua, con qualche foglia di alloro, per 20-25 minuti con la pentola a pressione. Scolare i fagioli e conservare l’acqua di cottura.
Tritare carota e sedano e rosolarli con uno spicchio d’aglio pestato. Unire i fagioli con l’acqua di cottura e lasciar insaporire ancora.
A parte cuocere dei ditali rigati in acqua salata, scolarli e unirli alla zuppa negli ultimi 5 minuti di cottura.
Servire con un giro di olio evo a crudo, spolverata di pepe e poco pecorino grattugiato. Volendo si può aggiungere del pane tostato.

Aggiornamento orto 2008

mercoledì, 17 settembre 2008

Con le piogge degli ultimi giorni possiamo dire conclusa l’avventura orto 2008.
L’inizio non è stato bellissimo, continuavano a piovere cani e gatti e tutte le coltivazioni sono partite in enorme ritardo. Poi ha fatto un caldo umido micidiale, unito a una assenza di piogge pressoché totale.
Se ci mettiamo la mancanza di tempo cronica, che mi ha permesso di coccolare al minimo le coltivazioni, si capisce perché la conclusione del raccolto sia avvenuta già a fine agosto.
Ma tutto fa brodo, tutto è esperienza: si aggiusta il tiro per i prossimi anni, ci si ingegna per trovare soluzioni salva-tempo e salva-raccolto. Si pensa già all’orto 2009, eh già!
E così questo post diventa la base di appunti per il prossimo orto. Con l’intenzione, più di raccontare, di riassumere le azioni da intraprendere il prossimo anno.

Carciofaia
Carciofo / 2
Se le piogge torrenziali me lo consentiranno, riuscirò forse ad aumentare il numero di piante prima dell’inverno, con il reimpianto di alcuni carducci. La produzione potrà quindi essere aumentata. Il carciofo è una pianta che richiede poche manutenzioni.

Fragole e fragoline di bosco
Ahimè non si può fare tutto per bene: ho trascurato le fragoline di bosco! Mea culpa! Ma non le ho completamente ignorate. Ho pensato di resuscitarle in primavera con lavorazioni varie: pulizia dalle infestanti, aggiunta di terriccio superficiale e concime organico (stallatico pellettato o guano). Inoltre realizzerò un sistema di irrigazione fisso che mi permetterà di evitare la sofferenza estiva, sofferenza che verrà alleviata anche da una protezione dal sole delle ore più calde, grazie a un telo ombreggiante.
Fragole / 8
Per quanto riguarda invece le fragole, che normalmente coltivo sul balcone, ho ottenuto circa 1,5kg di frutti dolci e profumati! Non male, soprattutto perché ho scoperto che le fragole sono più contente se lasciate sul versante nord-est del balcone, anche in pieno inverno. Anzi, ho notato che hanno prodotto di più le fragole che non hanno sofferto il sole delle ore centrali della giornata. Sul finire di agosto ho provveduto a interrare molti degli stoloni prodotti dalle piante, così potrò aumentare il numero di vasi fino a ricoprire tutto il lato corto del balcone. Magari troverò il modo di fare un doppio livello di vasi, chissà. La coltivazione ha preso una seria svolta industriale nel momento in cui ho finito di mettere a punto il sistema di irrigazione fisso, sistema che mi ha permesso di irrigare tutti i vasi in pochi minuti a fatica zero. Le fragole, infatti, in estate hanno bisogno di tanta acqua.

Patate
Patate / 4
Le patate nel bidon sono state un successo. Al punto che ho già in mente di ripetere l’esperimento, sempre partendo dalle patate che mi avanzeranno dalla scorta fatta in abruzzo. Penso che anche qui proverò ad aumentare la produzione, mettendo in batteria altri 2 bidoni e facendoli partire ad un mese di distanza l’uno dall’altro (indicativamente: metà gennaio, metà febbraio, metà marzo).

Porri, radicchi e finocchi
Come dicevo prima, non si può fare tutto per bene, ma anche non si può fare tutto! Così quest’anno ho deciso di non avviare la produzione invernale di questi ortaggi. Il tempo a mia disposizione è ancora molto poco e le giornate si accorciano: la cura dell’orto invernale non si concilia con un lavoro a tempo più che pieno.

Aromatiche
Le ho trascurate, ma loro non si sono offese: sono tutte rigogliose, perfino la rughetta che pensavo fosse estinta. Ottima l’idea delle cipolline fresche, da raccogliere man mano che servono per saporite le insalate. Da ripetere.

Peperoni e peperoncini
Ho deciso che nell’orto coltiverò soltanto peperoni topepo, quelli tondi che si possono farcire: sono gli unici che, senza dover ricorrere a concimazioni o cure particolari, crescono e maturano contenti. Note to self: 12 piante per l’orto 2009. Da sostenere fin da subito con canne lunghe.
Per i peperoncini saranno sufficienti 12 piante tra quelli a cornetto e quelli tondi. Da infilare in piccanti collane e far seccare. Speciale menzione va al peperoncino campanella, sempre rigoglioso e dai bellissimi frutti. Quest’anno anche la nuova pianta seminata la scorsa estate ha prodotto tanti peperoncini. Avevo seminato una nuova pianta per paura che la vecchia fosse arrivata alla fine della sua esistenza: invece ora mi ritrovo due piante in perfetta forma!

Zucche e zucchine
Zucche / 1
Per le zucche, finché la mia vicina del piano di sopra ci si dedicherà, regalandomene un paio (proprio quelle della foto!), non c’è bisogno di coltivarne molte. Magari qualche varietà strana, chissà.
Zucchine di Albenga / 1
Per le zucchine invece, è ormai evidente che la varietà di albenga (o trombetta, nella foto sopra), è la migliore per durata della pianta, numero di zucchine e quantità smisurate di fiori, senza bisogno di concime. Bastano 2-3 piante per essere sommersi da fiori e frutti. Sono piante che amano arrampicarsi su sostegni, e manco a dirlo ho pensato un sistema per farle divertire un mondo, l’anno prossimo :)

Fagioli e fagiolini
Quest’anno ho seminato diversi fagiolini nani, e devo dire che sono proprio scomodi: non hanno bisogno di sostegni, ma che fatica raccoglierli accucciandosi. Fondamentali per non impazzire sono le varietà a frutto giallo o viola, facili da individuare sulla pianta. L’anno prossimo proverò delle varietà rampicanti.

Melanzane
Sono le uniche piante ancora presenti nell’orto. La loro produzione di solito dura fino a novembre. 30 piante sono sufficienti, tutte lunghe oppure metà lunghe e metà tonde. E rigorosamente nere. Devo ricordarmi di sostenerle fin da subito con le canne.

Pomodori
Cuori di bue / 6
Arriviamo alla nota dolente. Per colpa delle piogge primaverili non sono riuscita, anche per mancanza di una serra apposita, ad autoprodurre le piantine. Così mi sono affidata a un produttore locale di piantine. Che ha fatto confusione con la mia ordinazione.
Io volevo cuori di bue, s.marzano, pachino, casalino, pantano. Ho avuto cuori di bue, s.marzano, roma più due varietà non identificate e dalla salute precaria. Quello che mi ha più addolorato è stata la totale mancanza di pachino, con cui sognavo di fare conserve :(
I cuori di bue sono stati eccezionali, una produzione abbondante e dalla pezzatura enorme fino alla fine. Addirittura un pomodoro da 1,105kg. La cui foto (qui sopra) dovrebbe essere pubblicata nel numero autunnale di Vita in Campagna (e queste sono soddisfazioni!).
Note to self per l’anno prossimo: 6 cuori di bue (insalata), 12 s.marzano (salsa), 12 pachino (vasetti), 12 roma (con riso). Ricordarsi di sostenere fin da subito con le canne e la rafia biologica, ideale sarebbe il telo per pacciamatura, per tenere il terreno libero da infestanti senza dover zappettare ogni 3×2.

Per finire
Vorrei costruire/comprare (non ho ancora deciso) una casetta degli attrezzi, approntare la legnaia, fare scorta di canne (per non andare a corto proprio quando servono di più), comprare una motozappa/elettrozappa (per poter lavorare il terreno più volte l’anno), trovare il modo di fare una serra per la produzione delle piantine, chiedere ai vicini con la siepe di ligustro alta 10mt di potarla (senza offenderli). Molti di questi propositi sono sogni che non si avvereranno presto, ma sognare è sempre lecito :)

Prossimamente l’aggiornamento su alberi da frutto, giardino e fiori: ormai è tardi e sono distrutta.

Torta di patate e formaggio

sabato, 13 settembre 2008

Torta di patate e formaggio
Ci voleva una tale delizia per farmi tornare a scrivere!
C’è da dire che non è stata affatto una bella estate. Niente di cui lamentarsi eccessivamente, ma diciamo che poteva essere più soddisfacente: più lago, più sole, più riposo, più svago, più libri. Tutto ridotto ai minimi termini da Sua Maestà il Lavoro. E adesso che il peggio può dirsi tutto sommato passato, mi domando: quando riuscirò a recuperare un po’ di riposo? Non lo so! Per ora mi accontento di non aver perso la favella, anche se ci sono andata piuttosto vicino. Cosa possono fare lo stress e la mancanza di adeguato riposo!

Questa torta di patate l’ho mangiata diverse volte a casa di amici molto cari. È ottima tiepida, ma anche fredda fa la sua porca figura.

Occorrono:
- 1 rotolo di pasta sfoglia (anche con la brisee, mi dicono, viene buona)
- 1,2kg di patate
- 1 cipolla
- 1 fetta di pancetta affumicata alta circa 1cm
- provola affumicata: 100g circa
- caciotta (o pecorino pochissimo stagionato): 100g circa
- 1 uovo
- qualche cucchiaio di panna
- olio evo
- sale, pepe q.b.

Lessare le patate in acqua bollente salata, sbucciarle e tagliarle a tocchi.
In un largo tegame soffriggere la cipolla in poche cucchiaiate d’olio; quando è bella tenera -e dolce- aggiungere la pancetta, precedentemente tagliata a listarelle, e lasciar rosolare per bene.
Nel mentre tagliare provola e caciotta a dadi non troppo piccoli.
Quando la pancetta è rosolata, aggiungere le patate e saltare il tutto per qualche minuto a fuoco forte.
In una ciotola, sbattere l’uovo con sale, pepe e panna.
Unire patate e formaggi in una capiente terrina, mescolando bene e regolando di sale.
Stendere la pasta sfoglia in una teglia ricoperta di carta forno, disporre il composto di patate livellandolo con una forchetta. Cospargere con l’intingolo di latte e panna e infornare a 170 gradi (elettrico, ventilato) per una mezz’ora circa.