Archivio di ottobre 2009

Pane alla zucca

venerdì, 30 ottobre 2009

Zucche / 6
Sulla scia del mantra “e mo con questa zucca che ci faccio?” ecco il pane alla zucca.
Pane alla zucca / 2
Il procedimento è molto semplice. Parliamo sempre di pane con il lievito madre, perché ormai il trip è quello e non si torna indietro!
Le dosi, anche stavolta, sono purtroppo ad occhio e questo significa che il pane potrà venire più o meno arancione, più o meno soffice, più o meno dotato di crosta. E non è meraviglioso?! Ogni volta un pane diverso, non ci si annoia mai!
Ho preso circa mezzo spicchio di zucca, proprio quella della foto in alto, l’ho pulito dei semi e della buccia, tagliato a pezzi piccoli e fatto cuocere al microonde per qualche minuto, finché non era cotta. Si può cuocere al vapore o lessarla, il risultato è lo stesso. Io adoro il microonde per queste cotture, trovo che sia più veloce.
Ho spappolato la polpa con uno schiacciapatate e l’ho unita al lievito madre (circa 150g), mezzo bicchiere di acqua, un cucchiaino di malto di riso (ho finito quello d’orzo e ho voluto provare a cambiare), due cucchiaini scarsi di sale (più di quello che uso per un pane normale, per contrastare il dolce della zucca).
Ho mescolato bene il tutto e ho iniziato a unire della farina 0. Qui sono poco precisa, ma il fatto è che questo tipo di impasto sembra sempre umido per cui, dopo un po’ che si aggiunge farina, è meglio buttarlo nella ciotola unta d’olio senza cercare a tutti i costi di non farlo più attaccare alla tavola. Vengono in aiuto le spatole trapezoidali, senza le quali ci si impiastrerebbe molto di più le mani (io odio avere le mani impiastrate di impasto appiccicoso).
Ho lasciato lievitare tutta la notte e poi ho rovesciato l’impasto sulla tavola, manipolandolo un poco per dargli la forma di salsicciotto, l’ho rotolato in abbondante farina e ho messo a lievitare sulla carta forno. Attorno al salsicciotto ho messo degli stampi monoporzione di alluminio, rovesciati, per limitare l’allargarsi alla base dell’impasto.
Quando la lievitazione mi è sembrata sufficiente (altre 4 ore circa), ho acceso il forno al massimo della temperatura, con la ventilazione inserita, e l’ho fatto scaldare per bene. Poi ho messo il pane, ho versato sulla leccarda del forno un mezzo litro di acqua e ho chiuso il forno. La prima cottura è stata di circa 25 minuti. Trascorso questo tempo ho aperto il forno, facendo uscire l’umidità residua, ho tolto il pane dalla teglia e l’ho messo direttamente sulla griglia centrale, ho abbassato la temperatura a 200 gradi senza ventilazione e ho fatto cuocere ancora 25 minuti.
Il risultato è un pane soffice, con una bella crosta spessa e croccante, mollica morbida ma non bagnata. Uno dei miei migliori risultati!

HAPPY HALLOWEEN!

Persico alla cacciatora

sabato, 24 ottobre 2009

Persico alla cacciatora
Ricetta della mia amica Marina, mangiata più volte nel suo ristorante. Purtroppo il ristorante è stato ceduto e ho dovuto imparare a farla in casa.

In una larga padella versare dell’olio evo e rosolarvi degli spicchi d’aglio interi e spellati, assieme a degli aghi di rosmarino freschi.
Quando l’aglio è biondo ma non troppo, versare del vino bianco, una manciata di olive nere, alzare il fuoco e aspettare il bollore dell’intingolo.
Aggiungere i filetti di persico, salare e lasciare cuocere i filetti, girandoli delicatamente una sola volta.

Più zucca per tutti

mercoledì, 21 ottobre 2009

Zucche / 5
Quest’anno dall’orto della vicina ho ricevuto in dono ben due zucche.
Quella della foto pesa 8kg e qualcosa, ed è la seconda ricevuta. La prima zucca pesava poco meno di 10kg.

Con la prima zucca sono state fatte due torte alla crema di zucca, abbondante zucca in agrodolce (la ricetta si trova qui), risotto con la zucca e un morbido e profumato pane con la zucca (devo rifarlo e segnarmi le dosi).

Sto meditando cosa fare con questa seconda zucca. Mi piacerebbe provare una mostarda di zucca, da mangiare coi formaggi. Poi un qualche sformato di zucca, magari monoporzione. Oppure una lasagna con la zucca.
Vedremo cosa ne verrà fuori :)

Precedenti ricette con la zucca e i suoi fiori:
- Calamarata zucca e salsiccia
- Torta alla crema di zucca
- Fiori di zucca ripieni

Tortelloni di melanzane

domenica, 18 ottobre 2009

Tortelloni alle melanzane / 5
Gli anni passati [*] avevo scovato un sacco di modi per far fuori il surplus di melanzane dell’orto, ma mi rendo conto di non averli ancora postati tutti. Iniziamo da questi tortelloni che mi hanno fatto ricordare il meraviglioso corso con le Sorelle Simili, eterne guru della pasta fatta in casa.

Ripieno
Ho dadolato le melanzane, con tutta la buccia, e senza nemmeno metterle a perdere acqua le ho buttate nel wok dove sfrigolava allegramente uno spicchio d’aglio e qualche cucchiaio d’olio evo. Ho salato e fatto cuocere coperto, aggiungendo poca acqua verso la fine per non farle attaccare.
Una volta cotte le ho schiacciate ben bene e vi ho aggiunto abbondante basilico fresco tagliuzzato a coltello, pepe e qualche cucchiaio di rodez grattugiato [**].

La sfoglia
Con 3 uova, un pizzico di sale, 300g circa di farina ho preparato la sfoglia e l’ho fatta riposare sotto un piatto fondo, per una mezz’ora.
L’ho poi stesa alla penultima tacca della Imperia, ritagliando dei bei quadrati di lato pari alla larghezza massima tirabile con la Imperia (15-20cm).
Ho messo il ripieno al centro dei quadrati e ho chiuso a tortello. Valeria e Margherita sarebbero molto fiere di come mi ricordo ancora la chiusura :)

Cottura e presentazione
Ho cotto i tortelloni in abbondante acqua salata, dove per precauzione avevo versato anche un cucchiaio d’olio (dicono serva per non far attaccare i tortelli). Portati a cottura, ho scolato i tortelli in una pirofila ovale e li ho conditi con olio, una bella spolverata di scaglie di rodez e altro basilico a julienne.

Tortelloni alle melanzane / 2

[*] Dall’archivio:
- Pasta con melanzane e pomodori secchi
- La gricia alle melanzane
- Brioche salata alle melanzane
- Insalata di melanzane e ceci in chermoula
- Parmiggiana di melanzane

[**] Il rodez è un meraviglioso formaggio pugliese, di consistenza e sapore molto simili al parmiggiano, per il quale ormai ho una pericolosissima dipendenza. Per fortuna la vicina pugliese ogni tanto me ne regala un po’.  Per saperne di più:
- FaroMagio.it (Cliccare su schede formaggi e poi su rodez)

World Bread Day 2009: Yes, We Bake!

venerdì, 16 ottobre 2009

Il Pane Perfetto / 2
Quest’anno per il World Bread Day non posterò una ricetta.
Quest’anno festeggio il primo compleanno della mia piccina, la pasta madre!

Qualche numero sulla meraviglia che ho avviato l’anno scorso e di cui ho parlato proprio in occasione del World Bread Day 2008:
- almeno due rinfreschi a settimana
- una decina di farine diverse (0 e 00, integrali e non, grano duro, segale, orzo, farro, manitoba, kamut fino ad arrivare alla curiosissima quinoa)
- diverse amiche che hanno ricevuto la pasta madre e hanno iniziato a panificare a loro volta
- tantissime preparazioni dolci e salate, che non ho ancora finito di pubblicare su questo blog [*]
- trucchi e trucchetti per riuscire a superare il periodo delle ferie :)

Non ricordo più l’ultima volta che ho comprato il pane in un negozio. Sono riuscita a resistere anche questa estate, con il caldo torrido: mettevo l’impasto in frigo per rallentare la lievitazione, facevo le forme come ultima cosa prima di andare a dormire e infornavo all’alba.

Ogni volta il pane è risultato diverso dal precedente, anche quando gli ingredienti erano gli stessi. Con il tempo la pasta madre si è stabilizzata, permettendo di produrre il pane con sempre maggiore certezza sui tempi di lievitazione e sui risultati.

La pizza è stata una bellissima scoperta, come pure le frittelle. La pizza fatta con il lievito madre, se avanza, si scalda nel microonde molto meglio di quella preparata con lievito di birra.
Ho riadattato la ricetta dei Kanel Bullar, che adoro, per usare la pasta madre e il risultato è stato sorprendente. Anche questa è una ricetta che dovrò pubblicare prossimamente, promesso.
Recentemente ho sfornato anche un profumatissimo e colorato pane alla zucca, ma con dosi drammaticamente a occhio: ripeterò la preparazione con un minimo di appunti e foto :)

L’aver distribuito il lievito madre tra le amiche ha permesso un salvataggio quando, per sbaglio, l’ho usato tutto per impastare il pane, rendendomi conto dell’orribile dimenticanza a pane ormai cotto.
Il mescolamento dei lieviti madre ha portato sicuramente a un arricchimento in termini di varietà di spore.
Durante il periodo estivo lo scrupoloso piano di backup dei lieviti ha permesso a me e a tutte le mie amiche di andare in vacanza tranquille. C’è chi per ulteriore sicurezza ne ha perfino congelato un pezzo, o chi ne ha portato un vasetto in vacanza in Calabria :)

Insomma, il lievito madre è ormai una realtà consolidata e fare il pane con esso è una pratica che non riesco più ad abbandonare.
Non avanza nulla: innanzitutto perché dura svariati giorni, poi perché un eventuale avanzo si presta bene per pangrattato, panature particolari, polpette e polpettoni. E se non basta, le galline di mammà sono sempre pronte a sacrificarsi :)

[*] Queste sono le ultime di quest’anno:
- Strudel al prosciutto e pomodori secchi
- Frittelle di pasta madre ai porri

Come sempre un ringraziamento particolare va a Zorra (Kochtopf), per il certosino lavoro di organizzazione tra inviti, raccolta delle ricette e Roundup finale. Grazie, Zorra!

Funziona?

venerdì, 9 ottobre 2009

Come è che si dice?
Il ciabattino va in giro con le scarpe rotte? Ebbene sì! Il mio blog non è aggiornato e nemmeno funzionante.

Che vergogna signora mia!
Deve essere successo qualcosa recentemente, perché ho perso molte delle mie visite quotidiane e anche l’ultimo post che avevo scritto è andato.

Pazienza, si riscriverà! Era qualcosa riguardante l’orto autunnale… di cui per fortuna ho aggiornamenti succosissimi.

Stranamente il qualcosa è avvenuto insieme all’aggiornamento della versione di wordpress. Ho appena eseguito  di nuovo l’aggiornamento, ora scrivo questo post e poi… vediamo un po’ che succede!

Per il resto, come va? Mah… sono così incasinata che, tanto per raccontare qualche aggiornamento gattesco, Penelope ha fatto in tempo a strapparsi da sola l’unghia lunghissima che le stava crescendo mostruosamente sulla zampina sinistra… perché ad aspettare noi umani… SOB! :-(