Le vacanze estive 2010

27 luglio 2010

Rifugio MilanoResia 2010 / 1

Se vogliamo trovare un difetto alle vacanze estive di questo 2010, è questo: sono state davvero troppo corte!
Mi impegnerò con tutte le forze per riuscire a tornare a Solda per almeno 10 giorni di seguito. Devo ancora fare un sacco di escursioni, visite a castelli o santuari, anzi ora scrivo qui gli obiettivi per l’anno prossimo:
- visitare il Monastero dei Benedettini di Monte Maria;
- noleggiare una bici e fare l’intero giro del lago di Resia;
- arrivare al rifugio Tabaretta e da lì fino al Payer, visitare anche il rifugio Borletti;
- visitare il Messner Mountain Museum Ortles;
- tornare a rivedere con estrema calma i giardini di Castel Trauttmansdorff: quest’anno siamo capitati a Merano quando c’erano circa 40 gradi e umidità alle stelle, non è stato umanamente possibile visitare tutto in maniera approfondita;
- completare la camminata nella vasca del percorso Kneipen.

Rapaci in volo

30 giugno 2010

Stasera mi è stato fatto notare che non ho ancora recensito un ristorante provato diverse settimane, se non mesi fa. Beh, era carnevale… è decisamente passato troppo tempo! Ma cominciamo dagli eventi più recenti, così almeno qualcosa riesco a raccontarla per bene.

Più passa il tempo e più mi piace abitare in questo angolo di mondo. Ci sono un sacco di realtà bellissime, persone molto interessanti, attività sconosciute alle masse. Farle conoscere sta diventando la mia missione!

Domenica è stata la volta del Centro di educazione ambientale e volo rapaci, a Trevignano.

Abbiamo visto dal vivo i seguenti rapaci notturni:

Achille la civetta:
Achille la civetta

Ornella il barbagianni:
Ornella il barbagianni

Gustavo il gufo:
Gustavo il gufo

Lapo l’allocco di Lapponia:
Lapo l'allocco di Lapponia

Giacomo il gufo reale:
Giacomo il gufo reale

Successivamente, e in maniera separata dai rapaci notturni, abbiamo potuto vedere alcuni rapaci diurni. Purtroppo, a causa dell’esaurimento della batteria della macchina fotografica (la seconda batteria giaceva scarica in fondo alla borsa), e dovendo stare immobili il più possibile per non turbare i rapaci, non ho prove fotografiche dei voli di:

Ginevra il falco pellegrino.

Chiara il falco pellegrino fuggiasco: appena lasciata libera ha ben pensato di fare un giro più ampio e non tornare (almeno finché c’eravamo noi: devo ricordarmi di telefonare per sapere se l’hanno ritrovata, per fortuna dispone di localizzatore).

Tina la poiana del deserto.

Nello l’avvoltoio dal collo rosso: ama giocare a una specie di gioco delle 3 carte, cercando cibo nascosto a caso sotto vasetti di plastica.

Olga l’aquila delle steppe: è stata così gentile da farsi accarezzare. Purtroppo non può più volare perché è stata impallinata per bene da persone che meriterebbero una impallinatura a settimana nel fondoschiena. Così, per dire.

Orto 2010

24 giugno 2010

Con molta riluttanza dovuta a vari motivi, uno dei quali dei simpatici lavori condominiali che ci stanno (tutti: gatti compresi) facendo vivere un po’ accampati, l’orto 2010 è stato allestito.
Linguine e zucchine / 1
Le piogge devastanti mi hanno costretta a rimpiazzare tutte le piante di melanzana, ammalatesi per troppa acqua.
Le fragole del balcone sono state traslocate sotto la legnaia, per ora sembrano sopportare.
Gli ulivi, grazie a S.Giardiniere Tedesco, conosciuto da poco, sono stati ottimamente potati e potrebbero finalmente produrre qualcosa di significativo.
Le albicocche, dopo i 6-frutti-6 dell’anno scorso, causati da potatura selvaggia di persona incompetente (mai più fidarsi delle raccomandazioni della vicina…), hanno prodotto tantissimo!
Ci sono state new entry nelle aromatiche: menta alla mela verde, salvia ananas, borragine.
Continuo a riprodurre da seme decine di piante di calla, è divertente. Seguirà tutorial dettagliato.

Nel dettaglio quest’anno ho piantato:
- melanzane tonde viola e qualcuna nera tonda a pera;
- peperoncini;
- peperoni topepo;
- fagiolini gialli;
- zucchine romanesche dopate;
- pomodori s.marzano, cuore di bue, tondo, più una seconda varietà tonda che mi hanno dato per sbaglio al posto dei pachino (dolore!);
- cipolline;

In foto un meraviglioso piatto di linguine condite con una zucchina dopata: non capisco come mai, visto che per pigrizia e/o principio e/o mancanza di tempo non ho ancora MAI usato alcun concime! Vengono delle zucchine enormi e dolcissime!

99 colombe

18 marzo 2010

A distanza di quasi un anno dal terribile terremoto, in abruzzo c’è ancora tanto bisogno di aiuto.

Sorelle Nurzia

Sorelle Nurzia

Io domattina inoltrerò un ordine a Sorelle Nurzia, e voi?

99 colombe

99 colombe

Padellata di pollo e finocchi

11 marzo 2010

Pollo e finocchi con limone e origano

Sono piuttosto puntigliosa nell’arte di evitare gli sprechi, ma anche parecchio creativa e così, un giorno che avevo:
- 1 limone privato della buccia (usata nella crostata)
- 1 finocchio superstite dell’orto (*)
- del triste pollo a fettine (**)
è venuta fuori questa padellata di pollo e finocchi al limone e origano, che ormai faccio spessissimo perché è risultata parecchio sfiziosa. Commento del marito dopo il primo assaggio: “non lo avrei mai pensato così buono!”.

Si prende il finocchio, lo si taglia a pezzi grossi e, dopo averlo ben lavato, si fa a fettine non troppo sottili. Si mette quindi nel wok (o in padella) a saltare a fuoco vivace con poco olio, un generoso pizzico di origano e sale, tenendo coperto.
Quando il finocchio è a metà cottura si unisce il succo del limone, il pollo tagliato a striscioline, poco altro sale e si lascia cuocere sempre a fuoco altino, ma con il coperchio leggermente scostato dal wok, rimestando ogni tanto.
Il pollo cuoce in pochi minuti e il sughino si restringe, consentendo comunque di osare una goduriosissima scarpetta.
Il limone si sposa benissimo sia con l’origano che con il finocchio, infatti spesso preparo i soli finocchi con questo procedimento ottenendo un contorno saporito e profumato. Una vera sorpresa!

(*) Quest’anno, pur avendo piantato tantissimi finocchi, ne abbiamo mangiati davvero pochi: le piogge abbondanti hanno rovinato una buona parte del raccolto. Non soltanto i finocchi, ma anche i radicchi, le verze, i crauti… per non parlare dei porri che adesso raccoglierò per disperazione, ma di 36 che erano all’inizio… forse forse ne riusciremo a mangiare 5 :-(

(**) Il petto di pollo a fettine è triste. Punto. Però ha il dono della versatilità, per cui in casa non manca mai. Andate a vedere Precisina come lo ha reso sfizioso :)

Pizza alle 4 (o 5) P

3 marzo 2010

Questa ricetta l’ho promessa a Nadia-Precisina e Sandra-UnToccoDiZenzero, a tavola di fronte a un piatto di carbonara dell’Arcangelo… ha quindi valore di giuramento :)

Pizza pioppini, prosciutto e provola

Continua l’avventura con il lievito madre e, nell’ottica di mantenere i due (minimo) rinfreschi a settimana, quando la primavera incombe e la ciccia superflua deve essere smaltita, non si può sempre cucinare pane no? Allora ripieghiamo su altre preparazioni che compongono la nostra meravigliosa dieta mediterranea… pizza!
Il lievito si è così stabilizzato e ha un gusto così poco acido che, ormai, uso una parte del rinfresco direttamente per farci la pizza. Il segreto sta nel fare un rinfresco piuttosto molliccio.  Dopo averne messo via una parte, aggiungo il sale, l’olio, un pizzichino di zucchero e mescolo bene per farli assorbire. Poi unisco altra farina manitoba per portare a giusta consistenza e faccio lievitare per qualche ora.

Per il condimento, pulisco e lavo i pioppini. Li salto in padella con uno spicchio d’aglio, peperoncino, olio e sale. Faccio cuocere coperti, aggiungendo verso la fine del prezzemolo tritato.

Stendo l’impasto della pizza in una teglia unta d’olio. Dispongo delle fette di prosciutto cotto a coprire tutta la pizza, poi i pioppini, infine la provola tagliata sottile.

Cuocio in forno ben caldo, alla massima temperatura e con ventilazione inserita, per circa 20 minuti (dipende dallo spessore della pizza: io non la faccio molto sottile).

Ed ecco che con la pizza alle 4 o 5 P (prosciutto cotto, pioppini, prezzemolo, eventuale peperoncino, provola) ho ricominciato a scrivere sul blog, come da più parti mi veniva richiesto :)
Spero soltanto di essere costante, ché non ho ancora vinto al Superenalotto e mi tocca sempre lavorare :)

Lingue di gatto

30 novembre 2009

Contest burro Fattorie Fiandino
Con questa ricetta partecipo al Contest delle Fattorie Fiandino, sezione dolci, con un po’ di fiatone visto che domani oggi è il termine ultimo per postare le ricette. Si avverte l’affanno? PANT PANT!
Lingue di gatto / 1
Le lingue di gatto sono una ricetta davvero semplice ma che mi ha intimorita per molto tempo. In particolare tutti i dolci che prevedevano il burro mescolato a crema… poi ho scoperto che basta avere del burro buono e un robot con le fruste, e il gioco è fatto :)

Le dosi auree, che so a memoria come poche altre ricette, sono:
- 100g di burro
- 100g di zucchero
- 50g di albume d’uovo
- 125g di farina

Normalmente faccio le lingue di gatto quando ho in avanzo qualche albume, per esempio dopo una crostata. Misuro il peso degli albumi e regolo di conseguenza le altre dosi.

Il procedimento è così semplice che mi vergogno quasi a postare la ricetta… non so se l’amica Sandra vorrà prendere in considerazione questa ricetta, ma io comunque la volevo postare perché mi rendo conto di non averne mai parlato.

Innanzitutto si tira fuori dal frigo con un certo anticipo il burro… se -come succede a me il 99% delle volte- non vi ricordate questo piiiiccolo accorgimento, può venire in aiuto San Microonde che, in pochissimi minuti alla potenza minuma, ve lo tramuta in pomata.
Con Santa Spatola Siliconata riuscirete a depositare il burro nel contenitore di San Robot senza lasciarne il 20% in giro. Aggiungete lo zucchero e fare sbattere per qualche minuto alla massima potenza.
Aggiungete le chiare e, sempre alla massima potenza, fate sbattere per qualche minuto.
Adesso viene il difficile: fermate San Robot, buttate dentro tutta la farina, azionate San Robot per pochi secondi alla minima potenza, il tempo di incorporare la farina. FI-NI-TO!
Santa Spatola Siliconata vi aiuterà a trasferire il composto burroso dentro Santa Siringa Per Dolci, con la quale formerete dei cilindretti cicciotti su delle teglie imburrate. Tenete i cilindretti un po’ distanziati,  perché con il calore l’impasto diventerà liquido e si allargherà parecchio. Cuocete i cilindretti a 220 gradi (elettrico, ventilato) per pochi minuti, circa 5-6, o finché non saranno dorati sul contorno.
Tenete conto che le lingue di gatto, appena uscite dal forno, sono ancora morbidissime ed estremamente fragili: aspettate il completo raffreddamento prima di staccarle dalla teglia.
Lingue di gatto / 2
Le mie sono venute molto buone e abbastanza regolari. Le porterò domattina stamattina in ufficio per la gioia dei colleghi :)

Fagottini di crepes integrali ai porri

6 novembre 2009

Contest burro Fattorie Fiandino
Con questo post partecipo al contest burroso dell’amica Sandra, aka Un tocco di Zenzero.
Trovo questa iniziativa delle fattorie Fiandino molto simpatica. Il burro è un elemento fondamentale, la sua qualità e bontà possono sensibilmente cambiare il risultato di un intero piatto.
Crepes ai porri / 3
Ho pensato e ripensato una ricetta che potesse andare bene per il contest, che avesse ingredienti di stagione, equilibrata, sana e anche simpatica da vedere. Allora mi sono venuti in mente i fagottini di crepes, che racchiudono golosi ripieni tutti da scoprire :)

Per le crepes
Ho sbattuto le uova con un pizzico di sale, ho aggiunto la farina (metà integrale e metà 00), poi ho stemperato con il latte e ottenuto una pastella liscia. Ho cotto le crepes in una padella unta con del burro fuso e le ho messe da parte.

Il ripieno
Ho mondato, tagliato a rondelle e lavato bene i porri, tenendo da parte alcune delle foglie esterne, intere, per legarci i fagottini.
Ho cotto al microonde delle patate a tocchetti (si possono anche lessare, io trovo più veloce la cottura in microonde con le patate già tagliate a pezzetti, senza contare che si sporcano meno pentole ;-) ).
Ho rosolato nel burro dei piccoli dadini di speck, poi ho unito i porri a rondelle, ho salato e fatto cuocere, a tegame coperto, mescolando ogni tanto. Quando sono diventati teneri, ho aggiunto le patate, schiacciate a parte con la forchetta, ho regolato di sale e aggiunto una abbondante macinata di pepe nero.

Assemblaggio finale
Ho preparato con burro, farina e latte una besciamella piuttosto liquida.
Ho scottato (sempre nel microonde) le foglie rimaste dei porri, tagliandole a strisce per il lungo.
Ho farcito ogni crepes con una abbondante cucchiaiata di ripieno, le ho chiuse a fagottino legandole con le strisce di porro.
Ho disposto i fagottini in una pirofila rettangolare, li ho velati con la besciamella, ho spolverato sopra del buon parmiggiano grattugiato e ho passato in forno caldo per qualche minuto, a far fare una simpatica doratura.
Crepes ai porri / 1
A noi sono piaciute molto. Probabilmente la prossima volta metterò un po’ di grana anche nel ripieno, ma non troppo per non oscurare i porri.
E chissà, qualche nuovo abbinamento per il ripieno potrebbe essere già nell’elenco delle ricette da provare presto :)

Pane alla zucca

30 ottobre 2009

Zucche / 6
Sulla scia del mantra “e mo con questa zucca che ci faccio?” ecco il pane alla zucca.
Pane alla zucca / 2
Il procedimento è molto semplice. Parliamo sempre di pane con il lievito madre, perché ormai il trip è quello e non si torna indietro!
Le dosi, anche stavolta, sono purtroppo ad occhio e questo significa che il pane potrà venire più o meno arancione, più o meno soffice, più o meno dotato di crosta. E non è meraviglioso?! Ogni volta un pane diverso, non ci si annoia mai!
Ho preso circa mezzo spicchio di zucca, proprio quella della foto in alto, l’ho pulito dei semi e della buccia, tagliato a pezzi piccoli e fatto cuocere al microonde per qualche minuto, finché non era cotta. Si può cuocere al vapore o lessarla, il risultato è lo stesso. Io adoro il microonde per queste cotture, trovo che sia più veloce.
Ho spappolato la polpa con uno schiacciapatate e l’ho unita al lievito madre (circa 150g), mezzo bicchiere di acqua, un cucchiaino di malto di riso (ho finito quello d’orzo e ho voluto provare a cambiare), due cucchiaini scarsi di sale (più di quello che uso per un pane normale, per contrastare il dolce della zucca).
Ho mescolato bene il tutto e ho iniziato a unire della farina 0. Qui sono poco precisa, ma il fatto è che questo tipo di impasto sembra sempre umido per cui, dopo un po’ che si aggiunge farina, è meglio buttarlo nella ciotola unta d’olio senza cercare a tutti i costi di non farlo più attaccare alla tavola. Vengono in aiuto le spatole trapezoidali, senza le quali ci si impiastrerebbe molto di più le mani (io odio avere le mani impiastrate di impasto appiccicoso).
Ho lasciato lievitare tutta la notte e poi ho rovesciato l’impasto sulla tavola, manipolandolo un poco per dargli la forma di salsicciotto, l’ho rotolato in abbondante farina e ho messo a lievitare sulla carta forno. Attorno al salsicciotto ho messo degli stampi monoporzione di alluminio, rovesciati, per limitare l’allargarsi alla base dell’impasto.
Quando la lievitazione mi è sembrata sufficiente (altre 4 ore circa), ho acceso il forno al massimo della temperatura, con la ventilazione inserita, e l’ho fatto scaldare per bene. Poi ho messo il pane, ho versato sulla leccarda del forno un mezzo litro di acqua e ho chiuso il forno. La prima cottura è stata di circa 25 minuti. Trascorso questo tempo ho aperto il forno, facendo uscire l’umidità residua, ho tolto il pane dalla teglia e l’ho messo direttamente sulla griglia centrale, ho abbassato la temperatura a 200 gradi senza ventilazione e ho fatto cuocere ancora 25 minuti.
Il risultato è un pane soffice, con una bella crosta spessa e croccante, mollica morbida ma non bagnata. Uno dei miei migliori risultati!

HAPPY HALLOWEEN!

Persico alla cacciatora

24 ottobre 2009

Persico alla cacciatora
Ricetta della mia amica Marina, mangiata più volte nel suo ristorante. Purtroppo il ristorante è stato ceduto e ho dovuto imparare a farla in casa.

In una larga padella versare dell’olio evo e rosolarvi degli spicchi d’aglio interi e spellati, assieme a degli aghi di rosmarino freschi.
Quando l’aglio è biondo ma non troppo, versare del vino bianco, una manciata di olive nere, alzare il fuoco e aspettare il bollore dell’intingolo.
Aggiungere i filetti di persico, salare e lasciare cuocere i filetti, girandoli delicatamente una sola volta.